Cronospazio di Marvi

Donatella e Rosaria: Il massacro del Circeo

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Dal cofano di una Fiat 127 si avverte una voce labile che dice qualcosa: È quella di una ragazza. Fino a poco prima chiedeva aiuto, ma più passa il tempo più si affievolisce la forza nel suo tono.Quella ragazza era Donatella Colasanti, vittima del cosiddetto “massacro del Circeo”, uno degli episodi italiani che ha scosso interamente il mondo.

Come era finita Donatella Colasanti in un cofano di una fiat? Ma soprattutto perché era nuda e insanguinata?

UN PASSO INDIETRO

Donatella abitava nel quartiere della Montagnola. Era una studentessa dell’istituto privato San Leone Magno, in provincia di Trieste. Donatella era una ragazza organizzata, molto educata, con due occhietti timidi e un sorriso gentile.

Erano gli anni 70, ma allora come adesso, tra giovani, capitava frequentemente di fare amicizia, di conosce ragazze e ragazzi nuovi. Capita oggi come capitava allora che, la prima impressione sembrava essere immediatamente quella giusta.
Ed è esattamente ciò che è capitato a Donatella quando per la prima volta si presentò a dei nuovi amici: Gianni Guido e Angelo Izzo.
Peccato che però, a volte le prime impressioni possono distruggerti la vita.

Scena del film “La scuola cattolica”

Donatella aveva un’amica del cuore: Rosaria Lopez.
Anche Rosaria, era una ragazza molto educata, di buona famiglia, riservata e con tantissime passioni, era con lei quel giorno.
A presentare i due alle ragazze fu un terzo amico, Carlo.
Guido e Izzo che erano “quei ragazzi ribelli” (perché ogni quartiere ha i propri) si definivano anche fascisti.

Un giorno, invitarono le ragazze ad andare con loro a Lavinio, in provincia di Roma, a una festa, proprio a casa di Carlo. 
Donatella e Rosaria, che non erano proprio abituate a questi tipi di inviti, non volevano perdere quell’occasione. Le due ebbero quell’ istante di esitazione, poi accettarono.
Non potevano sapere che quello era l’inizio di un incubo.


L’INGANNO

Le ragazze vennero portare a loro insaputa a Villa Moresca, di proprietà dei genitori di Andrea Ghira, 22enne.
Una delle due però, si accorse in fretta che quel posto non era a Livinio.

Qualche minuto più tardi, i due, accostano vicino ad un bar e da una cabina telefonica per chiamare Carlo. Dissero che Carlo avrebbe voluto invitarli in una certa villa. La villa del Circeo.
Quando arrivarono in quel posto, fu la stessa Donatella a raccontare che di quel Carlo non vi era nemmeno l’ombra.

L’atmosfera inizia ad essere tesa, i due iniziano a fare sempre più avances sessuali. Donatella e Rosaria rifiutano più volte.
Poi uno dei due tira fuori una pistola, e sgranando gli occhi dice con tono molto turbato: “Siamo della banda dei Marsigliesi e voi dovete fare tutto ciò che noi vi chiediamo”.

Le due amiche si sentono costrette ad ubbidire, minacciate, derise e capendo subito di essere finite in una folle trappola, scoppiano disperatamente a piangere.

LE VIOLENZE

Donatella e Rosaria vengono spogliate, seviziate e torturate. Ad ogni grido di dolore, vengono ferocemente picchiate. Poi violentate più volte. Decidono di chiuderle in bagno. Quest’ultimo era strettissimo, si respirava a fatica. I ragazzi ribelli, o fascisti come si definivano loro, ora avevano tutte quante le sembianze di assomigliare a dei mostri. Tolsero a loro anelli, documenti e persino vestiti. Ogni cosa che avrebbe potuto darle un’identità era stato strappato via.

Era stato tutto un piano. Un piano malefico, terribile, senza ragion di esistere. Persino i sacchi in cui ci avrebbero messo i loro cadaveri, le avevano mostrato ai loro volti impauriti.

Rosaria e Donatella però, in quel bagno stretto, erano ancora insieme. E questo le faceva sentire in qualche modo euforiche, protette. Ogni tanto si abbracciavano per consolarsi e si asciugavano le lacrime. Si pulivano le ferite. E si curavano l’un l’altra.
Poi decisero di trovare un modo per liberarsi. Perché un modo per andarsene da lì, doveva pur esserci.

Ma di tentativi ne furono tanti, e purtroppo anche vani. Ad un certo punto ruppero un lavandino.

Donatella

Un boato da fuori, e subito i mostri si precipitarono a vedere cosa stesse succedendo. Ghira, Izzo e Guidi aprirono il bagno dove le avevano rinchiuse, e con tutta la ferocia che avevano in corpo, le picchiarono ancora più forte, fino a farle quasi perdere i sensi.

Rosaria Lopez venne separata da Donatella e trascinata al piano di sopra, chiusa in un altro bagno. Intanto Donatella, mentre subiva violenze da Izzo e Guido, sentiva supplicare aiuto dall’amica.
Una voce straziante che diventava sempre più sottile.
Andarono avanti per ore.


L’OMICIDIO

Ghira, ad un certo punto decide di andare a pranzo dai genitori e poi tornare.
Al suo ritorno, Rosaria Lopez venne annegata nella vasca da bagno e uccisa. Donatella verrà ancora pestata, picchiata, e quasi stanchi di lei, i mostri provarono a strozzarla.
“Questa non vuole proprio morire” dirà Izzo, quasi infastidito.
Ma accadde qualcosa. Donatella capisce che forse le resta ancora una possibilità di salvarsi: Quella di fingersi morta.

IL RITROVAMENTO

Mentre sono in strada, e i corpi di Donatella e Rosaria sono nel cofano della 127 di Guido, i ragazzi inizieranno a ironizzare sull’accaduto e pronunciare frasi come: “Shh fate piano, lì dietro stanno dormendo”.  Impavidi decidono poi di andare a mangiare un boccone al ristorante, a via Pola, dove decidono di parcheggiare.

Sono le 22:50 circa quando giunge una chiama alle forze dell’ordine di un uomo che sente dei rumori provenire da un baule fiat 127. Si sentivano lamenti e rantolii “forse di un gatto” (dirà l’uomo).

Poche ore dopo Izzo e Guido vengono arrestati. Izzo come se niente fosse sorride ai fotografi mentre è in manette: Sembra quasi incosciente o peggio, soddisfatto.

Donatella
Scatto fotografico del momento in cui le ragazze furono ritrovate

Ma cos’è successo? Come hanno fatto ad arrestare subito Izzo e compagnia?

All’arrivo della polizia, si scoprirà che dentro a quel cofano c’erano due donne: Rosaria Lopez, 19 anni, dove purtroppo ne venne constatato subito il decesso.

La seconda, Donatella Colasanti, presenta delle fratture, ferite infette, contusioni su tutto il corpo, ma ancora viva. La stessa Donatella che un attimo primo era accanto al cadavere dell’amica, ora era lì, nuda e sporca di sangue a poter raccontare una delle storie più cruente e atroci della cronaca nera italiana.

CRONO-CRIME